domenica 24 febbraio 2008

Italianizzare il dialetto




Martedì mattina sono stato a Bisceglie (città non bellissima della costa nord barese) , e per caso chiedo in italiano a un signore "chiedo scusa mi potrebbe indicare il mercato ittico"? ma lui mi risponde quasi mortificato " mi dispiace non so dove sia" , allora gli dico in dialetto la stessa frase "cumba' se' ada ste u mrcat du pesc"? e lui tutto felice " ah si do' ret ste"(ah si e' qui dietro).


Il signore a suo modo e' stato molto gentile e di questo l'ho ringraziato , ma mi ha fatto sorridere come in Italia parlare in italiano non ci si riesca a capire.


Ma solo pochi passi dopo mi rendo conto che non si riesce nemmeno a comunicare le cose scrivendole in italiano, vi spiego meglio, in questo mercato oltre a vendere pesce si vende anche frutta e verdura e c'era un cesto di Lampascioni esposto per la vendita ma sul cartello c'era scritto Lamponi, e vi assicuro che non e' un'errore casuale , perche' so' che molta gente tentando di fare bella figura in italiano traduce i lampascioni cosi'.

Due prodotti alimentari completamente diversi.


La sera poi a Corato entro in una panetteria del centro e leggo un cartello "Pane trimbato a mano".

Trimbato?!?!?!?!?!?!?!?!?

Per i non pugliesi, il termine" trimbato" si usa per dire "lavorato a mano", quindi era un cartello con un errore gigante visto che il termine "trimbato " non esiste in italiano!

In un sol giorno ho scoperlo che il nobile dialetto e' stato bistrattato traducendolo in un italiano errato!!!!


A me piace moltissimo parlare il dialetto della mia città , e anche cercare parole arcaiche che usavano i nostri avi, credo che sia una cosa culturale che non dobbiamo perdere e' nelle nostre radici.

Ma anche credo che l'italiano si debba usare , e usare bene .

Perché' italianizzare il dialetto ??
Perché' renderlo ridicolo facendo credere che coloro che lo usano sono ignoranti??

Il dialetto e' una cosa l'Italiano e' un'altra.

Io credo che parlare un buon italiano , sia una cosa giusta , ma chi vuol parlare il dialetto lo usi pure , ma non trattarlo male come nei casi che ho elencato!

Scusate se ho fatto qualche errore di italiano in questo post, ho sempre odiato la grammatica!

6 commenti:

SoleDiva ha detto...

Da straniera, sai cosa ne penso del dialetto e l'italiano,e ne parliamo frequentemente ;)

aeneida ha detto...

troppo vera sta cosa!!
mi capita spesso di sentir storpiare parole dialettali in italiano per farsi belli davanti agli altri e ciò capita soprattuto negli anziani..
per mia sfortuna non conosco il dialetto coratino perchè a casa mia non lo parlano, però quando sento gli amici cerco sempre di farmi ripetere le parole per capire... mi piacerebbe studiare l'origine di tutte le parole.. ho sempre pensato di fare all'ARCI un laboratorio del genere.. se un giorno avrò tempo provo ad organizzarlo..
buona settimana

p.s.: saluti solediva!

Vincenzo ha detto...

La lingua, il mezzo con il quale vuoi comunicare o meglio vuoi farti comprendere. Pertanto bisogna farne un uso chiaro ed elegante della lingua, scegliendo quella più appropriata al contesto in base ai soggetti che vogliono comunicare.
Purtroppo il tuo vecchietto ignorava il termine ittico. L'importante è che hai raggiunto il tuo scopo comunicando con lui, in italiano o dialetto che sia.
Il fatto che si modifichino i termini delle lingue non è bello, ma appartiene ad un processo che nessuno è capace di fermare. Vedi l'incesto frequente tra inglese ed italiano. D'altronde l'attuale lingua italiana, lo sappiamo deriva da uno "stroppiamento" del dialetto fiorentino.
Però finché le parole sono di uso comune, come dire assodate, è brutto sentirle modificate senza nessun motivo.
Alcuni esempi da me vissuti:
> in un punto vendita del caseificio pugliese di corato: entra una signora e chiede alla commessa:"mi dia un barattolo di ricotta ascquanta". Forse voleva dire ricotta forte ovvero asciù'quant (spero di averla scritta bene);
> a terlizzi, giorno della festa patronale anni fa: un macellaio che arrostiva la carne fuori sul piazzale esponeva il cartello con su scritto:"l'arrostitura si paga a parte". Lì mi son piegato dalle risate.

Anonimo ha detto...

E' vero ciò che dice Vincenzo, la modifica dei termini delle lingue è un processo che nessuno è capace di fermare, infatti non è un caso che tanti italiani usino un "dialetto italianizzato" dai tempi più remoti; e a propostito di termini arcaici, secondo voi quali delle seguenti forme di espressione è corretta?: 1) Il sole splende come non ha mai splenduto; 2) Il sole splende come non ha mai spleso. A voi la scelta... GIGGIONE

Vincenzo ha detto...

Io eviterei il ripetersi dello stesso termine all'interno di una frase. Possibile alternativa: oggi il sole splende come non mai.
Ma ho cercato i lumi chiedendo aiuto a quei fanatici della lingua italiana: l'accademia della crusca che dice quanto segue.

Splendere: passato remoto io splendei/splendetti, tu splendesti, egli splendé/splendette, noi splendemmo, voi splendeste, essi splenderono/splendettero; participio passato (raro e inserito solo in alcuni dizionari) splenduto. (fonte AdC)

Anonimo ha detto...

Esatto Vincenzo!!! La forma più corretta è "oggi il sole splende come non mai". In realtà alcuni fanatici della lingua italiana, come li chiami tu, affermano che neanche splenduto sia corretto. GIGGIONE