martedì 29 luglio 2008

La paura del nuovo




Secondo me da quando l'uomo e' nato, ha sempre avuto paura delle novita', ma poi alcune di queste novita' non lo hanno mai lasciato e sono diventate indispensabili per esso.


Questa osservazione nasce da una ricerca che ho fatto su internet qualche giorno fa'.

Ho sempre avuto curiosita' su di tutto e da bambino passavo ore dinanzi all'enciclopedia , semplicemente sfogliano il librone e cercando informazioni del tutto casuali e senza alcuna importanza basilare e scoprivo cosi' cose nuove, e cosi' ancora oggi certe volte navigo su internet e leggendo Wikipedia mi inoltro da un'argomento all'altro senza rendermene conto.

E cosi' e' stato che ho scoperto la storia di Dick Fosbury colui che ha inventato lo stile chiamato appunto "Fosbury" nel salto in alto.
Era un semplice atleta, che un giorno ha scoperto e deciso di saltare in un modo diverso da come saltavano tutti gli altri cioe' ha scombussolato l'intera disciplina sportiva.
Nessuno ha creduto in lui, lo hanno ridicolizzato , deriso, ma poi?!?!??
Oro alle olimpiadi e record del Mondo.
Oggi tutti adottano il suo stile , e' stato accettato e usato universalmente , ma quelli che lo hanno irriso che fine hanno fatto??? Semplicemente dimenticati.


Tutto cio' mi fa pensare a coloro che non accettano il nuovo , e ancor di piu nel paese dove sono nato, dove regna l'immobilismo e il vecchio.

Lo dico sempre, in Italia meglio non portare nulla di nuovo , non siamo abituati, vi spiego il perche', ogni volta che si cambia e si porta una novita' , e' sempre peggio , questa novità si traduce in inefficienza e sicuramente spese raddoppiate.

Quindi sono piu sereno quando qualcuno mi dice "e anche stavolta non fanno nulla di nuovo", io gli rispondo " eh meno male" .
Naturalmente la mia e' una provocazione, perche' vorrei una mentalita' nuova e efficente, ma mi rendo conto che il nuovo spesso si traduce in demagogia da campagna elettorale e nulla di piu'.
Un esempio su tutti e' il sito "Italia.it" , una barzelletta italica. Il nuovo che avanzava ecco poi dove e' finito ,milioni buttati al vento e il sito vecchio sicuramente era migliore di quello che poi hanno chiuso appunto il "nuovo".
Ma attenti che qualcuno ha deciso di fare un "nuovo" sito di "Italia.it" appunto uno "nuovo".
Il nuovo io lo lascerei fare a chi lo sa fare bene, si ma chi??.




5 commenti:

Spinoza ha detto...

E pensare che non fu neanche Fosbury a inventarlo, ma tal Bruce Quande:
http://www.corriere.it/sport/08_maggio_23/la_verita_sul_salto_del_gambero_69035f44-2893-11dd-97ea-00144f02aabc.shtml

Luciano Riccardi ha detto...

Spinoza mi ha anticipato a quanto vedo. Lo avevo letto anche io.
Ma in fondo chissà quanti saltano in questo modo sul letto ogni sera :)

Comunque l'Italia è il paese dove si cambia tutto per non cambiare niente, si sa...

SoleDiva ha detto...

Io ho appena letto che Quande ha saltato per primo cosi, solo che abituati al salto di pancia, cadevano in piedi sul cemento. Allora Fosbury ha introdotto i materassi nel punto di arrivo.

Nunzio Calò ha detto...

Non siamo esattamente una popolazione che deride il nuovo (anzi, facciamo la fila per andarlo a comprare), come sembra abbiano fatto (chissà perchè) con Fosbury, inventore, a quanto pare, di una nuova (appunto) disciplina che studia la logistica del materasso per fare salti poco pericolosi. Dio solo sa, poi (Rino scusami), come tiene il sillogismo "novità nel salto in alto-inettitudine nella costruzione di un sito", essendo la prima suggestione legata a un non-so-che di innovativo, la seconda al tradizionale (e per niente nuovo) vezzo italico di sperperare denaro pubblico.
Vorrei pure fermarmi sulla derisione consigliandoVi, se siete in procinto di innovare qualcosa (chessò: come chiudere il retro di un quadro con qualcosa di diverso dalle "semezzelle" che mantengono un cartone), di parlarne solo con chi è competente nella materia! Solo chi possiede il sapere ed è consapevole di non conoscere mai abbastanza (e quindi avvezzo al confronto) non sorriderà alle vostre nuove ipotesi. Non è mero pour-parler ma fatto realmente accaduto.

Luciano Riccardi ha detto...

Il vero "nuovo" non interessa agli italici. In questo concordo col Peuceta.