domenica 24 agosto 2008

Festa patronale anacronistica




C'era un tempo in cui le feste patronali avevano un senso!!!

Oggi il senso e' cambiato , addirittura stravolto.

C'era una volta in cui il gelato o la carne si mangiavano raramente o addirittura solo quando veniva la festa di "San Cataldo".
C'e un detto nella mia città che recita "A San catal u frschett" che significa , "Quando verra' la festa di San Cataldo ti comprero' un fischietto", e la dice tutta su che occasione era quella, cioe' che addirittura i ragazzi avevano l'occasione di ricevere un fischietto che oggi puo' far sorridere , ma un tempo era un regalo preziosissimo.
Oggi non mi sono nemmeno svegliato con le bombe mattutine che un tempo annunciavano la festa , ancora una volta si dara' la colpa al budget limitato, e allora io mi chiedo, ma perche' continuano a farla????
Certo diranno che la tradizione e' tradizione , ma io ribadisco che una tradizione deve essere sentita dal popolo, invece vedo che la partecipazione e' ogni anno piu scialba , sempre meno gente partecipa socialmente e sopratutto economicamente , solo il Comune chissa perche' mette la solita cifra (viva lo stato laico) che nessuno sapra' mai!!!
Posso dire a certi fondamentalisti "sancataldiani" che non e' una cosa fodamentale quella , ci sono cose ben piu culturali che si possono fare!!!
Alcuni dicono che si fa solo per gli emigranti che ritornano appunto per le feste, ma io dico che solo alcuni vengono esclusivamente per San Cataldo e pochissimi sono quelli legati a questa festa , sicuramente non sono legati per nulla i familiari al seguito.
Stasera ci saranno i soliti 5 minuti di fuochi d'artificio ,l'anno scorso durarono un po' di piu', mi ricordo da bambino duravano ancora di piu e mi nonno mi diceva che ai suoi tempi duravano parecchio di piu' .
Pero' devo dire che ho dei piacevoli ricordi bambineschi legati a questa occasione , i miei che mi regalavano il "parapallo" un pezzo di stoffa riempito di segatura legato a una molla e si faceva saltare (salvo poi non giocarci piu dopo 2 giorni), poi un po piu' grandicello, erano le 3 sere in cui potevo rientrare tardissimo circa le 2 , e mio padre mi dava 10000 lire (un tesoro per la mia eta') e mi divertivo a spenderli facendoli durare 3 sere tra panini ( alla chitemmurt) luna park , dolci e torroni vari e altre cose davvero inutili .
La leggenda cattolica dice che il santo protettore non e' mai venuto fisicamente a Corato, e che questo santo e' della lontana Irlanda, nel medioevo e' apparso a un pastore a cui disse che se lui avesse fatto passare la pestilenza , i coratini gli avrebbero dovuto erigere una chiesa in suo onore.
Chissa perche' sempre questi santi arrivano dopo della peste e non prima , ma va be la fede e' la fede!
Comunque stasera si fara' il solito giro di corso tra bancarelle di cinesi e marocchini, con bambini urlanti e facce di genitori che annoiati fanno finta di non sentirli, e vecchi mangiando olive e frutta secca.

Vivere a Corato significa "sopportare sentimentalmente" anche questo!!!

30 commenti:

Spinoza ha detto...

Un bel post, lo condivido in pieno. Sicuramente il benessere contribuisce a non far vivere un evento come questo nel modo in cui si viveva una volta; ma io penso anche che la ripetitività giochi il suo fattore. Organizzo (oppure semplicemente guardo) i fuochi d'artificio un anno: bello; l'anno dopo: bello; l'anno dopo ancora: che due palle.

Nel mio paesino d'origine, nelle Marche, si usava fare ogni estate la festa della "crescia sul panàro", una specie di piadina fatta di polenta ripiena di prelibatezze. La festa andava avanti da molti anni, senonché quest'anno le donne che preparavano gli stand gastronomici si sono stufate e hanno chiamato una ditta esterna!! Sacrilegio.

Luciano Riccardi ha detto...

L'eterno ritorno dello stesso era l'unica forma riconosciuta dal popolo prima della rivoluzione post-industriale del dopoguerra: mia nonna mi parlava della festa degli "oh-bej! oh-bej!" come di un avvenimento unico nella Milano popolare degli anni Venti e Trenta, dove i bambini potevano assaggiare qualche dolce dopo mesi di astinenza. Adesso è mercato identico a qualsiasi altro. Per questo non vi partecipo.
I fuochi di artificio si fanno ogni anno perché ogni anno ci sarà qualcuno che non li ha visti... In questo non c'è niente di male.
Di male c'è una festa inutile.

SoleDiva ha detto...

Anche se le bancarelle sono quasi sempre quelle, e i fuochi non sono di mio interesse, anche se sempre quelli, mi aspettavo una festa piu scarsa. La gente assiste numerosa, e sopratutto il sindaco si è reso conto che la festa in se ormai ha person molto, per guadagnare una fetta mirata di popolo, ha invitato il gruppo di musica folkloristica piu prestigioso (così mi hanno detto) di Corato (Tavernanova), che mi ha piacevolmente sorpreso. Almeno e solo per questo, devo dire che son tornata a casa soddisfatta. Estranea a tutte le critiche che questo San Cataldo provoca, e che per me non ha mai avuto ne avrà un significato.

Peppe ha detto...

Le feste paatronali non saranno mai cancellate, perchè il popolo comunque le vuole o per devozione o per divertimento o per altro, la nosta festa di San Cataldo rimarrà costante nel tempo, te lo garantisco, poi sulle modalità dei cosidetti patrocini, quello è tutto da discutere!

Gennaro ha detto...

Caro Peppe quel tuo essere cattolico ti porta a dire cose un po' azzardate, per esempio quel "mai" , ma chi te l'ha detto che resteranno per sempre????
Ricordati che oggi piu che mai le culture e di conseguenza le religioni sono in continuo movimento sia fisico che culturale, non sara' strano se nel giri di 2- 3 generazioni a Corato potremmo essere meta' pseduocattoloici e meta' musulmani!!!
Quindi quel "mai" io lo togleirei!!!!

Anonimo ha detto...

"nessuno partecipa socialmente ed economicamente , solo il Comune chissa perche' mette la solita cifra...".Il comune non è un istituzione a sè.Il COMUNE SONO I CITTADINI.quindi tutti partecipano economicamente.Socialmente la partecipazione c'è sempre stata.Solo che la nostra generazione cioè quella di rino è un pò cresciutella e a perso lo spirito ludico di una volta e vede entrare la festa patronale (come tutte le cose tipo la nottata di natale o altro) nella routine.Manca cioè la straordinarietà dell'evento.Per quanto mi riguarda per esempio poichè lavoro di notte tutti i giorni senza "esclusione di colpi" vi dico che magari potessi farmi 2 palle stasera alla festa patronale.Magari potessi uscire una sera nella tanto deplorata villa visto che non la vedo da mesi.ragazzi, diceva il saggio Orazio (non il fidanzato di Clarabella) "CARPE DIEM"
flè

Spinoza ha detto...

@flè: non è vero che il comune sono i cittadini. Il comune è il comune. Io, ateo feroce, pago le tasse al comune. Se poi il comune con quelle tasse decide di farci la festa di San Cataldo, questo non significa che sia io a volere la festa!

Peppe ha detto...

Domani vai dal sindaco e poi dal vicario zonale e proponi di abolire la festa! Poi per il fatto che tu sia un laico incazzato ti parte molto spesso a fare pulizia etnica dei cattolici.

Gennaro ha detto...

Caro Peppe la questione e' che mi accontenterei che chi si professa cattolico abbia un po' di ripetto per chi non e' credente.
L'elenco delle ingiustizie patite da noi non credenti e' enorme!
Poi che la festa si continui a fare mi lascia indifferente , quello che mi fa rabbia e che il comune partecipi economicamente, ricordati che un'istituzione deve essere garante di tutti e non di una parte anche se e' la maggioranza!!!
La vera democrazia e civilta' parte da quello!

Luciano Riccardi ha detto...

Come sempre, gli argomenti religiosi scatenano "guerre". Personalmente ritengo che un Comune non dovrebbe finanziare un bel niente di niente, dalle feste patronali a quelle degli scacchisti.

Peppe ha detto...

Mi sembra che a livello locale comunque il problema non sussisra, poi magari ne possiamo parlare di persona.

Nunzio Calò ha detto...

Io vorrei umilmente evidenziare che non c'è alcuna correlazione fra l'essere "religioso" (cosa volete dire con questo termine? Io intendo volevate dire "Cristiano") e una festa dove il momento più elevato di comunione è una sfilata di persone con paramenti di varia natura e variegato colore appresso a una statua tirata a lucido fra ali di folla sbadigliante. Ho cercato fin da piccolo una giustificazione evangelica di quella che a me sembra l'ennesima operazione di marketing senza purtuttavia trovarla in circa 25 anni di lettura più o meno assidua. Quest'anno ci sono capitato per caso (sono altrettanti 25 anni che cerco di evitarla) e ho provato un iniziale divertimento nel constatare, per esempio, quale elevata opinione di se stesso abbia un ignorante priore di confraternita; uno ha anche rimproverato aspramente nonno e bambino che attraversavano il corso (in un normale contesto si sarebbe macchiato del reato di privazione della libertà altrui). Ho poi provato rabbia (diciamo incazzatura, và) nel vedere inoltre quale arroganza utilizzasse un omino dotato di figurine in cerca di offerte perlopiù estorte. Credo che il grado di civiltà di una popolazione sia inversamente proporzionale allo sfarzo di una processione. Lo sfarzo della nostra processione, per fortuna, sembra destinato a sfumarsi. Gli spari che diminuiscono di intensità e durata sono un ottimo viatico. Le bancarelle vendono, tutte uguali, solo insulso plasticume cinese. Me lo ha fatto notare un noto rivenditore di elettrodomestici, che a sua volta si guarda bene, per esempio, dal vendere un prodotto italianissimo come, per esempio, un Audio Analogue Puccini (più efficace dei classici bastoncini Cotonelle per pulirsi le orecchie). La festa, di conseguenza (ai miei ragionamenti distorti) la vogliono solo quello delle illuminazioni, qualche confratello (anche se la cassa non è più quella di una volta), quello dei fuochi, qualche pizzeria e un po' di giostrai. Confidiamo solo nei Tavernanova!

Spinoza ha detto...

peppe, come al solito voi cattolici, quando qualcuno dice qualcosa contro, tirate fuori la "pulizia etnica contro i cristiani".

Tu, e tutti voi, mettetevelo bene in mente: fate tutte le feste che volete: ma fatele coi VOSTRI soldi, non pure coi miei.

Nunzio Calò ha detto...

Quello che dice Spinosa, dividendo artificiosamente Stato e Chiesa, merita un suo approfondimento che si basa sulla seguente suggestione: quanti introiti ha, per esempio, l'indotto "laico" che si basa sul turismo "religioso" di San Giovanni Rotondo? Perchè mai un'Amministrazione che vuole basare la sua economia sul Turismo (anche se scaturente da visioni mistiche) non dovrebbe stimolarla economicamente per rendere alcune manifestazioni più "belle"?
P.S.: chiaramente non sto parlando ne' di Corato, ne' di San Cataldo, ma di Corato a Luisa fatta Santa (ne feci già cenno a Rino).

Luciano Riccardi ha detto...

Bah.

Anonimo ha detto...

caro rino tu esageri
se è vero che gli altri devono rispettare il tuo non essere credente anche tu devi rispettare gli altri.Neanche a me la processione mi appassiona però secondo il tuo ragionamento di rispetto ad oltranza cosa dovremmo fare?nella pentolone COMUNE ci troviamo un po tutti e qualcuno talvolta rimane scontento.Hai ragione talvolta ad avercela coi cattolici però devi essere sincero con te stesso: HAI PREGIUDIZIO.
Poi io non capisco una cosa:sempre a criticare sta benedetta festa patronale:ma se per un anno non si facesse i coratini cosa penserebbero? ne sarebbero tutti così felici?Ci sono posti in Italia dove hanno solo nebbia e freddo e dove queste manifestazioni se le sognano la notte!Tant'è vero che alla fine tutti disprezzano ma la piazza è sempre piena di gente di fuori e soprattutto degli stessi corarini che criticano
flè

SoleDiva ha detto...

Flender ti sfido a parlare di religione o meglio ancora di cristianessimo con Rino, rimarresti piccolo, come tanti catolici, sicuramente lui per il suo PREGIUDIZIO è piu preparato in materia che molti esseri circostanti.
Ps: non mi ha datto 'na lira per queste parole ;)

Nunzio Calò ha detto...

Ehi Sole! La sfida è limitata a flender o a chiunque frequenti il blog. Io un caffè me lo giocherei volentiri con Rino...!

Anonimo ha detto...

anche se a me non piace la canasta non significa che il comune non debba finanziare l'associazione canastistica nella misura di quella che vale ovviamente.Non vedo allora perchè il comune non debba partecipare alle spese di organizzazione di una processione religiosa.Nella comunità si vive insieme e dentro di essa si prendono decisioni che vanno per una maggioranza.Qualcuno ne rimarrà scontento ed ha diritto a manifestarlo però alla fine dei conti tutti noi democraticamente abbiamo scelto dei rappresentanti che a loro volta scelgono per noi?Fateli lavorare allora!Cercate di contestare cose ben piu gravi

Anonimo ha detto...

l'ultimo era di
flè

Anonimo ha detto...

per sole
è una vita che parlo di religione quindi so benissimo cosa dico.Ho scritto qualche articolo sullo stradone anni fa.Dico solo che lui ha ragione tante volte a lamentarsi perchè i cattolici non sono certamenti quei santi che dicono di essere ma se lui si lamentò un giorno con me perchè vicino casa vostra sentiva il rumore lontano delle campane penso provenienti dalla chiesa San Gerardo.E'la prima volta che sento qualcuno lamentarsi di questo.Ma diciamoci la verità è una vita che le sento anch'io che fastidio danno?I vostri vicini se ne sono mai lamentati?
Le sue contestazioni sono spesso giustificate ma accannirsi contro questo o quello non serve a niente

Peppe ha detto...

@Spinoza, tu sei uno di quelli che pensa che il denaro pubblico venga solo speso per le manifestazioni cattoliche, mi sembra evidente che lo si faccia anche per eventi laici.

Nunzio Calò ha detto...

San Cataldo è una festa Cattolica?

Gennaro ha detto...

Quindi il punto della polemica e' questo (di Nunzio), e' religiosa o e' solo mangiare panini e giostre???

Peppe ha detto...

@nunzio calò, perchè per te è ortodossa o musulmana?

Alice. Caterina Narracci ha detto...

Bande musicali, luminarie, cortei valorizzati da cavalli, allestimenti, artisti di strada, prodotti artigianali, fuochi d’artificio e tanto altro: sono gli elementi che rappresentano le feste patronali. Un’importante ricerca della nostra identità storica-culturale dal profumo “provinciale” che può essere frainteso con un basso livello di preparazione e partecipazione. In realtà, basta farsi un giro tra i Comitati Feste Patronale ed Associazioni varie, per capire che non è così! Le feste patronali proprio per questo carattere popolare permettono, ancora oggi, di divulgare le tradizioni locali. Da giornalista (molto curiosa) ti posso assicurare che organizzarle è un lavoro che richiede molto impegno e tempo, oltre alla partecipazione di persone intelligenti che ogni anni si aggiornano per migliorarne la qualità, per coinvolgere anche gli scettici come me… come noi.
Adesso ti riporto la risposta del maestro Angelo Schirinzi, direttore dal 1993 della grande orchestra di fiati “G. Ligonzo” di Conversano, alla domanda:
Io: La banda ha un futuro o sarà destinata ad un declino?
Il Maestro: “Mi auguro che non muoia mai. La musica è la mia vita, la mia esistenza e il mio lavoro. Molti film riprendono le bande musicali proprio per sottolineare una tradizione e l’importanza delle feste patronali. Avere la banda oggi vuol dire capire l’evoluzione nel tempo: usi e costumi. Le feste patronali stanno cambiando e a risentire questo cambiamento sono anche le bande musicali”.
Inoltre, ti aggiungo ciò che mi ha dichiarato il presidente e organizzatore della Festa Patronale: “Abbiamo tante difficoltà, ma riusciamo a superarle con il buon senso e tanta buona volontà. Reperire i fondi necessari è sempre difficile, soprattutto in questi periodi di crisi economica. Giriamo di casa in casa e a volte riceviamo anche qualche spiacevole diniego. Gli intoppi burocratici non mancano, così come gli imprevisti. Un sentito grazie va a tutti i componenti del comitato festa che per un mese circa dedicano il loro tempo a questo compito sottraendolo alle loro famiglie e ai loro impegni. E un grazie di cuore va alla città intera che ogni anno si mostra sensibile e disponibile a dare il proprio contributo”.
Dal tuo post, invece, si deduce che non hai mai approfondito l’argomento, (magari ti sarai limitato ad uscire una sera con la tua amorosa per mangiare un buon panino con la salsiccia. è già qualcosa!) senza sapere soprattutto che la somma comunale non basta mai.
Ciao Gennaro!
A presto.
Caterina

P.S. Ti posso linkare tra i miei preferiti?

Nunzio Calò ha detto...

Mah! Visto il Made in China presente sulle bancarelle (al posto della tradizione locale evocata da Caterina) forse è pure un po' buddista. Sicuramente non è ortodossa (per il fatto di festeggiare un santo). C'era pure qualche musulmano al quale Maometto non deve aver detto che non è giusto (per coerenza) lucrare sulle illusioni di cattolici a passeggio. E' una delle tante occasioni che diamo ai TdG di fare proseliti: non riusciamo a esprimere la nostra religione in modo diverso e più costruttivo; perdiamo via via pezzi più ampi.

Alice. Caterina Narracci ha detto...

Linkato!
A presto.

Spinoza ha detto...

"Blogger Peppe ha detto...
@Spinoza, tu sei uno di quelli che pensa che il denaro pubblico venga solo speso per le manifestazioni cattoliche, mi sembra evidente che lo si faccia anche per eventi laici."

E quando mai avrei detto una cosa del genere?
per favore, smettila di attribuirmi cose che non ho mai detto.

Quello che ho detto è che il comune, in quanto istituzione LAICA deve occuparsi di cose LAICHE. Le feste religiose se le paghi la chiesa, e non venga a chiedere soldi a chi queste manifestazioni non le vuole.

Tutto qua.

Peppe ha detto...

@spinoza: ho detto "pensa" e non ha detto, poi non mi sembra che in passato ti abbia attribuito parole o frasi!