martedì 16 settembre 2008

Rick Wright



Addio Rick, anima nobile timida forse dei Pink Floyd.
La chitarra di Gilmour , non sarebbe la stessa , senza la melodia di Wright.
Adesso purtroppo la tanta reclamata "nuova riunione dei Pink Floyd" per forza di cosa non ci potra essere mai piu', ma forse e' meglio cosi'.
Vorei ricordarlo con una canzone scritta da lui , semplicemente meravigliosa!
Ciao Rick

10 commenti:

papero ha detto...

Hai lasciato un segno all' umanità... a great gig in the sky...
Buon viaggio richard...

High Hopes for you...

Peppe ha detto...

Sono profondamente costernato da questa triste notizia.

Spinoza ha detto...

purtroppo, non lo conosco.

Anonimo ha detto...

perdonatemi sono ignorante:
stento a capire cosa sia un accelleratore di particelle figuriamoci chi sia questo tizio
flè

Gennaro ha detto...

PER QUELLI CHE NON LO CONOSCONO ; ERA IL TASTOERISTA DEI PINK FLOYD.
NON MI DITE CHE NON CONOSCETE NEMMENO I PINK FLOYD !!!!!!

Nunzio Calò ha detto...

I Pink Floyd sono stati un gruppo fuori dagli schemi: ottima musica (difficile trovare un gruppo con un numero così elevato di album gradevoli) e zero interviste e mondanità (se penso a cosa fanno i nuovi!). Forse è per questo motivo che alcuni possono non conoscere gli artisti che ci suonavano (e non mi riferisco solo ai quattro ma anche, per esempio, a quel "pazzo scatenato" che ha arrangiato The Wall) ma sicuramente riescono ad associare i brani allo storico gruppo. Purtroppo dopo The Wall andò come andò: Waters era completamente perso dietro una sorta di depressione, mentre Gilmour (si scrive così) voleva finalmente qualcosa di più aperto, più solare. Si sciolsero dopo il sofferto e oscuro (ma splendido) "The Final Cut". Waters continuò per la sua strada proponendo tutta la sua tristezza (ha intitolato addirittura un LP "Amused to death") in altri pochi album; gli altri componenti (Gilmour e Mason) non sono riusciti a proporre niente altro se non due albukm costruiti solo per esaltare la notevole abilità di Dave con le corde. Una reunion era comunque da intendersi come puro marketing: le idee erano già finite per tutti e i soldi non hanno aiutato neppure i Pink Floyd a creare come aveva potuto la sofferenza per gli amici o i padri persi; il tempo cancella ogni ferita. La morte forse ingigantirà Richard che nei PF si era comunque limitato, in molti casi, a comportarsi da session man. Difficile piangerlo quando si sono già persi per strada Barry White, Nina Simone, Sergio Bruni e James Brown: cioè dei Maestri!

Anonimo ha detto...

Musica da scoltare ad occhi chiusi
Giusque

Nunzio Calò ha detto...

Se di fronte hai un bel "Puccini" satinato Silver di Audio Analogue puoi anche aprire gli occhi e guardare oltre che "scoltare"!

aeneida ha detto...

ciao rino!!!
che mi racconti???
sono tornata a casa per fortuna e ora posso leggerti più spesso...
buona serata

Gio ha detto...

Complimenti per il post.
Senza la sua tastiera non ci potranno essere più i Pink Floyd.
Anch'io l'ho ricordato nel blog di un amico.
Allego il link collegato sul mio nome se vorrai lasciargli un ricordo anche lì.
Ciao Rich.