domenica 26 ottobre 2008

Delfino Borroni


Forse ai più questo nome non dirà nulla, ma il signor Borroni era (oltre ad essere l'uomo più vecchio d'Italia) l'ultimo veterano della prima guerra mondiale.
Mi sono accorto che da poche ore il signor Borroni e' deceduto, e si porta con se i ricordi di una delle guerre più atroci della storia, sempre che fare una classifica sulle guerre possa essere possibile e lecito.
Questo mio post, non si vuol sostituire a un articolo di semplice cronaca italiana, ma vorrei esprimere solo un mio ricordo e un pensiero su come oggi questa notizia in Italia possa essere accolta.
Sicuramente il tram tram quotidiano fara' passare inosservata questa notizia.
Una nazione che non conosce la propria storia non e' degna secondo me, di essere considerata tale, quindi una cosa che oggi può sembrare anacronistica dovrebbe far più riflettere!

12 commenti:

lellofieramosca ha detto...

si è spento un altro capitolo di storia
pace alla sua anima

Spinoza ha detto...

Ad arrivarci, a quell'età... specie dopo due guerre :)

(Comunque si dice tran tran, non tram tram)

Peppe ha detto...

Pace all'anima sua!

Alicesu ha detto...

Mi confesso: non sapevo niente della prima guerra mondiale. A scuola non l'ho mai studiata e, se l'ho studiata non certo nella versione REALE.
In questi giorni ho avuto modo di studiare un po' la questione e mi rendo conto solo di questo. Con la morte dell'ultimo veterano, non ci sarà più nessuno - seppur con flebile voce - a gridare la verità. E così il 4 novembre si festeggerà la gloriosa azione delle nostre forze armate, e saremo vittoriosi, invece che sporchi traditori fallimentari.

Nunzio Calò ha detto...

C'era un libro che andava per la maggiore una quindicina di anni fa e che si intitolava "Il solito tram tram: il 16, il 16!".
Io penso che a lasciare segni indelebili sia stata piuttosto la seconda guerra mondiale che non la prima: la seconda aveva come accessorie delle teorie allucinanti sulle origini del male del mondo e che hanno portato alla distruzione sistematica e organizzata di popolazioni praticamente inermi. Persino i bambini disabili (che mi stanno particolarmente a cuore) nati dalla congiunzione carnale (non saprei come altro definirla) di due "ariani" venivano praticamente fatti morire se presentavano segni inequivocabili della circostanza di essere "venuti male".
I veterani, ho conosciuto naturalmente quelli della seconda, in alcuni casi non hanno capito ancora oggi cosa stessero facendo. Se devo esprimere parole di gratitudine a quella generazione mi viene però molto facile pensare ai Padri della nostra Costituzione: degli incredibili illuminati... se si pensa che noi, figli ingrati, non siamo riusciti ancora oggi a raccoglierne con esattezza le prescrizioni.

The Roots ha detto...

First World War... prepariamoci alla Third...

silvio di giorgio ha detto...

la notizia è passata praticamente inosservata. brutto segno quando la storia viene dimenticata...

Alice. Caterina Narracci ha detto...

Viva la storia!

Anonimo ha detto...

domenica 26 ottobre 2008

Digitale Terrestre “for dummies”

Una delle tipiche battaglie di retroguardia del cattocomunismo terminale italiota è quella contro le”digitali terreastre”, il passaggio alla trasmissione televisiva (e radiofonica) a un segnale digitale (discreto) anziché analogico (continuo).
Contrariamente a ciò che molti antiberlusconiani credono, la tecnologia del digitale terrestre televisivo italiano è in perfetta linea con il trend mondiaie e le normative europee. Alcuni paesi nordici già consentono solo la trasmissione digitale.
Naturalmente la “spinta” è per fare pagare le prime visioni dei film e gli avvenimenti sportivi di cartello. Però si spera che la moltiplicazione dei canali, quindi dell’offerta disponibile, possa permettere di vedere un po’ di tv decente senza sborsare.
Alla fine del corrente anno due regioni, Valle D’Aosta e Sardegna dovranno già commutarsi al digitare. Poi un’altra serie di regioni tra saranno obbligate entro la fine del 2009. Tra cui Campania e Lazio naturalmente nell’ottica che “Roma è più avanti della Lombardia”. Sono curioso di osservare come avverrà lo switch-off in queste due regioni. Sommetto che nei paesi dei “casalesi” gli enti locali, per evitare sommosse regaleranno i decoder alla plebaglia!
A Nord di Firenze invece chi vorrà vedere la televisione, il decoder se lo dovrà comprare, temo.

Ora, in questa sede invece non desidero trattare di questioni politiche, nemmeno della “convergency” globalizzante, sottesa alla digitalizzazione di ogni forma di comunicazione, bensì del fatto tecnico per gli utenti.
Sicché, ahimè, la maggior parte della gente della televisione non può fare ancora a meno, e credo, in questi tempi di ristrettezza economica, saperne un poco di più sia utile per non dovere spendere forse inutilmente.

La prima cosa da osservare è che l’immagine digitale, sebbene non ancora ad alta definizione, sia drammaticamente migliore di quella analogica.
Sopratutto essa è praticamente INSENSIBILE (1) alle interferenze, in più, magia digitale, la visione è perfetta anche se il segnale non è “pieno” al’ingresso del decoder.
Per chiarire.
Se voi state guardando un canale anlogico la cui potenza in entrata sia all’80% e la purezza (senza interferenze) sia al 50% vedreste un immagine assai poco gradevole attraversata da righe e righine di disturbo. Diciamo come guardare un quadro di Jackson Pollock.
Invece in digitale, e un buon decoder, con l’80% di segnale e il 50% di purezza l’immagine è PERFETTISSIMA. Nitida come un quadro del Caravaggio.
Ciò è particolarmente apprezzabile se si guarda la tv con un televisore CRT a 100 hertz.
Badate, nel paese della giungla dell’etere e del “far west” delle frequenze vedere TUTTI i canali con qualità totale ad alcuni può sembrare un sogno.
Come al sottoscritto, il quale ricorda in gioventù, le peripezie antennistiche necessarie per ricevere bene certe televisioni localissime o dalla frequenza disturbata a rincorrere i “cartoni” giapponesi.

E partiamo dell’antenna.
NON è vero come asseriscono i detrattori del DTT che la maggior parte degli utenti dovrà cambiare l’apparato di ricezione, così come NON è vero che per il digitale occorrano differenti antenne.
Anzi notate l’altra “stregoneria” della trasmissione digitale.
Ogni canale fisico (largo 8Mhz) può ospitare fino a 10 canali televisivi digitali. Significa che per vedere bene, per ipotesi, tutti i canali Mediaset, sarà sufficiente “prendere bene” un SOLO ripetitore. In altre parole vi basta ricevere solo 3 “MUX” (Multiplexer, portante digitale larga come un canale analogico) ossia quelli di Rai, Mediaset e La7 per vedere con qualità perfetta almeno una dozzina di differenti canali televisivi. Quelli noti, altri disponibili solo in digitale grazie alla ridondanza di “spazio” della nuova tecnologia. Se poi di Mux il vostro decoder ne sintonizza 5-6 potete vedere 20-25 canali diversi, in chiaro s’intende oltre a quelli pay-per-view.

E’ vero comunque che il segnale digitale è delicato.
Nondimeno, in caso di scarsa ricezione, NON è sempre necessario rimpiazzare tutto l’impianto di ricezione spendendo centinaia di euro. Nemmeno di aggiungere altre antenne o filtri.
Può essere facilmente sufficiente aumentare il guadagno accrescendo l’amplificazione.
Una soluzione da pochi euro, che potete procurarvi in una qualsiasi fiera di “radiantistica” o magazzino per antennisti, consiste in un AMPLIFICATORE PASSANTE A BANDA LARGA (cioè amplificato in Banda III, VHF e Banda IV e Banda V, UHF).
Cosa è costui?
Si tratta di un aggeggio da interporre tra l’amplificatore della vostra antenna, una scatolina di solito posta sul palo dell’antenna stessa, e il suo alimentatore. Questo è normalmente un’altra scatolina che, negli impianti singoli, sta dietro il televisore collegato con la corrente di rete.
Basta quindi inserire l’amplificatore passante nel cavo tv in un punto tra queste due scatoline. Perché tale apparecchio “si nutre” della corrente che l’alimentatore manda all’amplificatore sul tetto attraverso il cavo coassiale. Per questo costa veramente poco non incorporando un trasformatore proprio.
Qualsiasi vostro conoscente o parente appassionato di elettrotecnica, elettronica o elettricista ve lo potrà istallare in 5 minuti.

Consiglio di NON “disorientare” le antenne nel tentativo di migliorare la qualità della ricezione. Sicchè, se il vostro impianto è stato fatto in modo professionale le antenne sono già correttamente orientate verso i migliori siti di trasmissione per la vostra zona. Prima o poi saranno sede, se non lo sono già, dei trasmettitori in digitale. Altrimenti il rischio è di dovere spendere quattrini chiamando un tecnico, dotato di misuratore di campo, a ripristinare il tutto.
Piuttosto verificare il cavo d’antenna nella sua discesa dal tetto al televisore, che non sia marcio in qualche punto poiché questo può fare perdere parecchi decibel di segnale. Un buon coassiale sostitutivo, se necessario, costa attorno ai 50 centesimi di euro al metro.
Se state strutturando una casa nuova o necessitate cambiare l’antenna il mio parere può essere sufficiente istallarne UNA SOLA a BANDA LARGA UHF, MOLTO AMPLIFICATA e POCO DIRETTIVA. Dato che essendo il digitale meno sensibile alle interferenze, conviene istallare uno strumento che faccia “entrare” adeguatamente anche i segnali laterali, per captare il più possibile. Costo dai 15 ai 30 euro a seconda del numero di “elementi” più amplificatore e suo alimentatore.
Ma se siete abbastanza vicini ai ripetitori principali potreste considerare di usare una semplice “antennina” amplificata da interni, dal costo di 15-20 euro, in luogo del grosso apparato sul tetto. Così evitereste anche di imbruttire casa vostra con un agglomerato metallico aereo col rischio di attirare saette.
E questa è di gran lunga la soluzione meno costosa di tutte.

Riguardo al decoder, cioè l’apparecchioo che decodifica il segnale digitale e lo trasforma in analogico per renderlo “comprensibile” ai normali televisori, a mio avviso è senz’altro meglio acquistare il meno costoso sul mercato, sui 30 euro. Tempo addietro, non so ora, in ceri ipermercati vi erano delle promozioni per decoder a soli 9,95 euro.
LASCIATE PERDERE i decoder “interattivi” o con la pay-per-view, sono orpelli inutili e costosi.
A meno di non essere specificamente appassionati di calcio o altro le decine di canali in chiaro saranno più che abbastanza a chi considera guardare la tv un passatempo e un relax, non un “dovere morale”, un imperativo categorico di kantiana memoria.
Nonostante manchi l’alta definizione (HDTV) il passaggio al digitale terrestre televisivo rappresenta una svolta epocale in termini di qualità delle immagini e del suono stereo.
Rimane lo spinoso problema dei “contenuti” della televisione.
Soprattutto di vedere gratuitamente altro che non siano televendite, aste di tappeti o di quadri, magari di Jackson Pollock.
Ma questa è tutta un’altra storia.

F. Maurizio Blondet

1) In effetti, non è vero, però un canale digitale se lo si vede esso è completamente pulito da ogni tipo di disturbo

http://falsoblondet.blogspot.com/

Anonimo ha detto...

domenica 26 ottobre 2008

Digitale Terrestre “for dummies”

Una delle tipiche battaglie di retroguardia del cattocomunismo terminale italiota è quella contro le”digitali terreastre”, il passaggio alla trasmissione televisiva (e radiofonica) a un segnale digitale (discreto) anziché analogico (continuo).
Contrariamente a ciò che molti antiberlusconiani credono, la tecnologia del digitale terrestre televisivo italiano è in perfetta linea con il trend mondiaie e le normative europee. Alcuni paesi nordici già consentono solo la trasmissione digitale.
Naturalmente la “spinta” è per fare pagare le prime visioni dei film e gli avvenimenti sportivi di cartello. Però si spera che la moltiplicazione dei canali, quindi dell’offerta disponibile, possa permettere di vedere un po’ di tv decente senza sborsare.
Alla fine del corrente anno due regioni, Valle D’Aosta e Sardegna dovranno già commutarsi al digitare. Poi un’altra serie di regioni tra saranno obbligate entro la fine del 2009. Tra cui Campania e Lazio naturalmente nell’ottica che “Roma è più avanti della Lombardia”. Sono curioso di osservare come avverrà lo switch-off in queste due regioni. Sommetto che nei paesi dei “casalesi” gli enti locali, per evitare sommosse regaleranno i decoder alla plebaglia!
A Nord di Firenze invece chi vorrà vedere la televisione, il decoder se lo dovrà comprare, temo.

Ora, in questa sede invece non desidero trattare di questioni politiche, nemmeno della “convergency” globalizzante, sottesa alla digitalizzazione di ogni forma di comunicazione, bensì del fatto tecnico per gli utenti.
Sicché, ahimè, la maggior parte della gente della televisione non può fare ancora a meno, e credo, in questi tempi di ristrettezza economica, saperne un poco di più sia utile per non dovere spendere forse inutilmente.

La prima cosa da osservare è che l’immagine digitale, sebbene non ancora ad alta definizione, sia drammaticamente migliore di quella analogica.
Sopratutto essa è praticamente INSENSIBILE (1) alle interferenze, in più, magia digitale, la visione è perfetta anche se il segnale non è “pieno” al’ingresso del decoder.
Per chiarire.
Se voi state guardando un canale anlogico la cui potenza in entrata sia all’80% e la purezza (senza interferenze) sia al 50% vedreste un immagine assai poco gradevole attraversata da righe e righine di disturbo. Diciamo come guardare un quadro di Jackson Pollock.
Invece in digitale, e un buon decoder, con l’80% di segnale e il 50% di purezza l’immagine è PERFETTISSIMA. Nitida come un quadro del Caravaggio.
Ciò è particolarmente apprezzabile se si guarda la tv con un televisore CRT a 100 hertz.
Badate, nel paese della giungla dell’etere e del “far west” delle frequenze vedere TUTTI i canali con qualità totale ad alcuni può sembrare un sogno.
Come al sottoscritto, il quale ricorda in gioventù, le peripezie antennistiche necessarie per ricevere bene certe televisioni localissime o dalla frequenza disturbata a rincorrere i “cartoni” giapponesi.

E partiamo dell’antenna.
NON è vero come asseriscono i detrattori del DTT che la maggior parte degli utenti dovrà cambiare l’apparato di ricezione, così come NON è vero che per il digitale occorrano differenti antenne.
Anzi notate l’altra “stregoneria” della trasmissione digitale.
Ogni canale fisico (largo 8Mhz) può ospitare fino a 10 canali televisivi digitali. Significa che per vedere bene, per ipotesi, tutti i canali Mediaset, sarà sufficiente “prendere bene” un SOLO ripetitore. In altre parole vi basta ricevere solo 3 “MUX” (Multiplexer, portante digitale larga come un canale analogico) ossia quelli di Rai, Mediaset e La7 per vedere con qualità perfetta almeno una dozzina di differenti canali televisivi. Quelli noti, altri disponibili solo in digitale grazie alla ridondanza di “spazio” della nuova tecnologia. Se poi di Mux il vostro decoder ne sintonizza 5-6 potete vedere 20-25 canali diversi, in chiaro s’intende oltre a quelli pay-per-view.

E’ vero comunque che il segnale digitale è delicato.
Nondimeno, in caso di scarsa ricezione, NON è sempre necessario rimpiazzare tutto l’impianto di ricezione spendendo centinaia di euro. Nemmeno di aggiungere altre antenne o filtri.
Può essere facilmente sufficiente aumentare il guadagno accrescendo l’amplificazione.
Una soluzione da pochi euro, che potete procurarvi in una qualsiasi fiera di “radiantistica” o magazzino per antennisti, consiste in un AMPLIFICATORE PASSANTE A BANDA LARGA (cioè amplificato in Banda III, VHF e Banda IV e Banda V, UHF).
Cosa è costui?
Si tratta di un aggeggio da interporre tra l’amplificatore della vostra antenna, una scatolina di solito posta sul palo dell’antenna stessa, e il suo alimentatore. Questo è normalmente un’altra scatolina che, negli impianti singoli, sta dietro il televisore collegato con la corrente di rete.
Basta quindi inserire l’amplificatore passante nel cavo tv in un punto tra queste due scatoline. Perché tale apparecchio “si nutre” della corrente che l’alimentatore manda all’amplificatore sul tetto attraverso il cavo coassiale. Per questo costa veramente poco non incorporando un trasformatore proprio.
Qualsiasi vostro conoscente o parente appassionato di elettrotecnica, elettronica o elettricista ve lo potrà istallare in 5 minuti.

Consiglio di NON “disorientare” le antenne nel tentativo di migliorare la qualità della ricezione. Sicchè, se il vostro impianto è stato fatto in modo professionale le antenne sono già correttamente orientate verso i migliori siti di trasmissione per la vostra zona. Prima o poi saranno sede, se non lo sono già, dei trasmettitori in digitale. Altrimenti il rischio è di dovere spendere quattrini chiamando un tecnico, dotato di misuratore di campo, a ripristinare il tutto.
Piuttosto verificare il cavo d’antenna nella sua discesa dal tetto al televisore, che non sia marcio in qualche punto poiché questo può fare perdere parecchi decibel di segnale. Un buon coassiale sostitutivo, se necessario, costa attorno ai 50 centesimi di euro al metro.
Se state strutturando una casa nuova o necessitate cambiare l’antenna il mio parere può essere sufficiente istallarne UNA SOLA a BANDA LARGA UHF, MOLTO AMPLIFICATA e POCO DIRETTIVA. Dato che essendo il digitale meno sensibile alle interferenze, conviene istallare uno strumento che faccia “entrare” adeguatamente anche i segnali laterali, per captare il più possibile. Costo dai 15 ai 30 euro a seconda del numero di “elementi” più amplificatore e suo alimentatore.
Ma se siete abbastanza vicini ai ripetitori principali potreste considerare di usare una semplice “antennina” amplificata da interni, dal costo di 15-20 euro, in luogo del grosso apparato sul tetto. Così evitereste anche di imbruttire casa vostra con un agglomerato metallico aereo col rischio di attirare saette.
E questa è di gran lunga la soluzione meno costosa di tutte.

Riguardo al decoder, cioè l’apparecchioo che decodifica il segnale digitale e lo trasforma in analogico per renderlo “comprensibile” ai normali televisori, a mio avviso è senz’altro meglio acquistare il meno costoso sul mercato, sui 30 euro. Tempo addietro, non so ora, in ceri ipermercati vi erano delle promozioni per decoder a soli 9,95 euro.
LASCIATE PERDERE i decoder “interattivi” o con la pay-per-view, sono orpelli inutili e costosi.
A meno di non essere specificamente appassionati di calcio o altro le decine di canali in chiaro saranno più che abbastanza a chi considera guardare la tv un passatempo e un relax, non un “dovere morale”, un imperativo categorico di kantiana memoria.
Nonostante manchi l’alta definizione (HDTV) il passaggio al digitale terrestre televisivo rappresenta una svolta epocale in termini di qualità delle immagini e del suono stereo.
Rimane lo spinoso problema dei “contenuti” della televisione.
Soprattutto di vedere gratuitamente altro che non siano televendite, aste di tappeti o di quadri, magari di Jackson Pollock.
Ma questa è tutta un’altra storia.

F. Maurizio Blondet

1) In effetti, non è vero, però un canale digitale se lo si vede esso è completamente pulito da ogni tipo di disturbo

http://falsoblondet.blogspot.com/

Nunzio Calò ha detto...

Rino lo so che non è lo spazio giusto, però se non posto qui non si capisce una cippa!
Dunque: io sono antiberlusconiano convinto! Non so come Maurizio Blondet abbia fatto a capirlo ma vale la pena ammetterlo perchè da questo post si capirà, invece, sicuramente. Non credo sia un reato.
Ma lo sono non e non solo perchè credo che il digitale non sia una buona tecnologia (cosa discutibile di cui dirò più avanti), ma anche (fra le altre mille cose) perchè penso che non ci fosse bisogno di regalare 150 euro ai sudditi per acquistare un bene (il decoder) che ne vale non più di 30 mentre si discute di tagli alla sanità, alla scuola, ecc... Decoder, peraltro, prodotti all'epoca, soprattutto dal fratello e utili ad acquistare servizi forniti dalla sua Mediaset in primis: una ridda di soldi nelle sue tasche, insomma.
Io non amo la TV (vedo prevalentemente dvd) ma l'HI-FI. Perchè non ha regalato 150 euro per fare in modo che i cittadini si comprassero quello che desideravano di più? Avrei comprato altro!
Nei paesi sudamericani regalare 150 euro per l'acquisto del decoder sarebbe stato indicato con il sostantivo "peronismo" (Paperon de Paperoni non c'entra, naturalmente).
Per quanto riguarda la tecnologia del digitale: è falso che non sia possibile vedere male il digitale. Anzichè righe e nebbia si vedranno quadratini che "impazziscono" in TV e un audio che sputa fischi a 15000 Hz. O peggio: non si vedrà proprio niente! Avete presente la differenza fra una VHS e un DVD rovinati?
I paesi del nord-europa, fra l'altro, hanno un digitale che corre via cavo (sono tutto un cablaggio!)e non via etere!
Non capisco, infine, la priorità governativa di far vedere bene la TV ai sudditi (che dovrebbero preferire il più democratico Internet popolato anche da antiberlusconiani) e rimanere inerme di fronte ad attese di 6 mesi per avere una risonanza magnetica!
P.S.: Rino se puoi sposta i post nella categoria giusta, altrimenti facciamo rivoltare nella tomba il buon Borroni associandolo a Berlusconi.

Nunzio Calò ha detto...

P.S.2 (una dimenticanza): quando si discute di qualcosa si dovrebbe evitare di fare premesse su ciò che ci appare l'altro (antiberlusconiano, litigioso, grosso, magro o quant'altro) e soffermarsi esclusivamente sull'argomento.
Altrimenti, se discutessimo un giorno del regolamento della Regione Puglia per l'individuazione dei bambini con handicap cui concedere il sostegno (che ritengo completamente sbagliato) potrò apparire addirittura antivendoliano!
Nella realtà potremmo semplicemente essere fra quelli che si attengono ai fatti!