mercoledì 5 novembre 2008

Da Kunta Kinte a Obama


Stasera mi accorgo che nella lista dei miei blog preferiti uno su due parla di Obama.
Eh va be pazienza allora ne parlero' anche io!
Il mio non vuol essere un discorso ne' ideologico, ne' politico, ma solo una piccola riflessione che mi e' venuta oggi.
Tempo fa ho letto un bellissimo libro che consiglio a tutti "Radici " di Alex Haley, in cui si narra le vicende di un ragazzo di nome Kunta Kinte che negli anni della nascita della "civile" USA viene rapito dall'Africa e trasportato in USA , e li vive il resto della sua vita tra sofferenze e schiavitù'.
Oggi ci hanno rotto la testa e non solo con la vittoria di Obama e soprattuto che e' un afroamericano e subito ho collegato il libro con l'elezione.
Si e' enfatizzato all'inverosimile questa nota , il che mi fa pensare che poco più di 150 anni fa gli esseri umani di colore erano considerati schiavi, e oggi uno di loro e' diventato presidente.
Quindi di conseguenza possiamo pensare che gli USA sono all'avanguardia in fatto di democrazia e civilta'????
Io di dubbi ne avrei e non pochi, ma mi vien da pensare che forse la schiavitù si e' trasformata??
E' diventata più subdola??
Sfruttare popoli per arricchirne un'altro non e' una forma di schiavitù anche quella??
Io credo che con Obama non cambierà moltissimo nell'imperialismo americano, e' si' un originario dell'Africa, ma e' soprattuto un americano.

11 commenti:

silvio di giorgio ha detto...

anche io concordo sul fatto che si sia martellato quasi esclusivamente sul colore della pelle e poco sul programma. intanto mi godo questa vittoria, ma aspetto di vedere come si comporteà nella pratica

Niente Barriere ha detto...

Ho letto da piccolo anche io il libro e ho visto il film; sono daccordissimo con te tanto che fino all'ultimo ho pensato che il signor Obama non c'è l'avrebbe fatta, sapendo quanto sia razzista questo nostro occidente.
Obama come hai sottolineato tu è soprattutto americano e scelto dal marcio sistema capitalistico primo al mondo.
Salutoni

abc ha detto...

La cosa che mi sorprende è la felicità che molti mezzi di informazione ostentano, prima ancora che Obama faccia qualche cosa, come se fossero sicuri della sua genialità. Quantomeno sospetto.

Anonimo ha detto...

sono contento che abbia vinto obama
finalmente un volto nuovo.Apparte il colore della pelle finalmente c'è un presidente giovane con idee nuove, più vicino al popolo sovrano.I predeccessori sono stati sempre le stesse vecchie ciabatte della politica;un pò come in Italia fra l'altro
fle

Peppe ha detto...

Credo che sarà il Martin Luther King del terzo millennio!

lellofieramosca ha detto...

Obama ha condotto la sua campagna elettorale sfruttando molto gli strumenti di internet(blog,e-mail,sms,ecc..)che abbia vinto anche per questo?
E' certo che è una cosa nuova per l'America avere un presidente di colore.
Io sono contento di questo nuovo presidente;poi staremo a vedere...

Vincenzo ha detto...

Obama in occasione del suo voto per il CAFA ( class action fairness act ) del 2005 votò SI.

Lo strumento legale in questione, fortemente voluto da Bush e dalle varie lobbies industriali e finanziarie americane, fu votato nel 2005 anche dal neo presidente USA. Clinton votò no. In sintesi il CAFA tendeva a disintegrare ( o quantomeno indebolire) la class action USA. E, come saprete, la class action negli USA è il più potente strumento di autodifesa del popolo nei confronti delle corporations.

Per ciò che concerne i finanziamenti nella campagna presidenziale USA , consiglio a tutti una rapida occhiata ai seguente link:

finanziamenti

Anonimo ha detto...

Hanno martellato tutti sul fatto che fosse nero, anche Vittorio Feltri che, in senso dispregiativo, in diretta nazionale parlava di "Il nero e il Repubblicano". Con Obama ha vinto la civiltà, quella più elementare, che l'america sembrava aver dimenticato dopo Bush. Ovviamente le reazioni dei governanti italiani mi hanno fatto ridere. TIfavano tutti McCain, ma non appena è stato eletto Obama è iniziata la presentazione della carta igienica.
GDB

Nunzio Calò ha detto...

Persino Gandhi diceva che per cambiare le sorti del mondo ci vuole almeno uno stuolo di spiriti determinati. Obama non è uno "stuolo". E' uno e basta!

aeneida ha detto...

interessante il libro... sarà un prossimo acquisto. non so cosa cambierà, è oggettivamente vero che in Usa se non hai agganci coi potenti, non governi... però a me sembra che il popolo abbia voluto rischiare, e questo mi inebria.. piuttosto che vergognarsi di essere italiana e governata da silvio "abbronzato"!
buon sabato

Anna ha detto...

Lessi Radici molti anni fa. Ne fecero anche un serie televisiva.
A mio avviso la vittoria del nero Obama è una pietra miliare nella storia del mondo intero. Come simbolo che stabilisce un precedente. Che poi la sua politica sia quella imperialista, su questo, non ci piove. Non gli avrebbero permesso di salire dove è salito se non avesse accettato dei compromessi e non fossero più che sicuri della sua fedeltà.