mercoledì 5 maggio 2010

Povera Patria






















Povera Patria cantava Battiato .
Oggi sono iniziate le manifestazioni per il 150º anniversario dell'Italia unita. con tantissime polemiche.
150 Anni fa un gruppo di uomini partiva in queste ore per creare una nazione , per unire dei popoli che erano completamente diversi tra loro, eforse lo sono ancora .
Sono cresciuto in una famiglia tradizionale/conservatrice/leggermente patriottica , ma non fodamentalista, e per me fino a pochi anni fa il concetto di patria non si discuteva.
Le parate del 2 giugno sono ancora ricordi piacevoli, l'inno di Mameli mi emoziona ancora , ma oggi il concetto di patria mi fa molto riflettere.
Patria e Stato sono due cose che hanno avuto dei significati molto diversi per me , perche' lo stato l'ho sempre visto come il cattivo , e in effetti più cresco e più ne sono convinto, ma la Patria l'ho vista come una sorta di mamma che distribuiva sorrisi e benevolenza ai suoi figli.
Crescendo ho scoperto che in effetti la madre Patria e' solo un concetto per far commuovere i cittadini ancora legati ad essa.
Allora il tentativo di far nascere gli italiani come popolo e' fallito , o non e' mai riuscito completamente??
Tanti dicono che ci sono tante "Italie " da far convivere .
Oggi poi che da un lato si parla di " federalismo" (la parola federalismo fa meno paura di secessione , ma certo forse farà piu male), e dall'altro i mai spenti fuochi Borbonici che inneggiano a martiri della causa meridionale post Garibaldina, non fanno altro che confodermi ancora di piu' !
MA allora cosa si festeggia???
Sara' allora l'ennesima ruberia dei nostri "amati politici " senza ritegno???
Io nel frattempo mi chiedo quante patrie ho??
Coratino, Peuceta, Pugliese, Borbonico ,Italiano, o Europeo???
Nel frattempo ho anche sposato una donna di un'altra Patria .
E nel frattempo questa donna e' diventata cittadina Italica.
Cosa gli potrò raccontare quando mi chiederà cosa significa amare la Patria oggi??

1 commento:

nico ha detto...

condivido tutto ciò che dici. anch'io sono nato italiano e, magari solo in alcune aree della penisola, il sentimento di unità nazionale è più reale che altrove. l'appartenenza sembra completarsi molto spesso utilizzando ciò che c'è fuori dei confini nazionali. non possiamo però negare che lo Stato italiano non sia mai stato benevolo con alcuni suoi figli, ma li abbia anzi usati come propellente economico delle aree più fortunate, non certo migliori e più civili. la mia patria, la tua, va rifondata, magari anche con l'aiuto di chi scelga di farne parte non per nascita ma per desiderio personale.