lunedì 11 aprile 2011

Come a San Teodoro dove tutti si fanno i fatti loro
















Quando andavo alle scuole medie , facevamo un'ora a settimana di educazione civica , una serie di letture e apprendimenti sul vivere in societa' e il rispetto delle persone e delle istituzioni.
Oggi non si fa piu ,taluni politici dicono che si tornera' a fare , secondo me non se ne fara' nulla figuriamioci se in Italia le riforme sono nel senso positivo del termine!!!!
Ma va be andiamo oltre ; si sa che la civilta' puo' essere vista con occhi diversi a seconda della cultura e del costume di un popolo, quindi per la cultura di Corato il senso civico e' inteso in un modo particolare.
Mi spiego meglio, io ho un'attivita' artigianale in una via importante della mia citta', dinanzi alla porta c'e il marciapiede, dove tutti i pedoni " dovrebbero" camminarci sopra comodamente.
Inoltre c'e un segnale stradale di divieto di sosta , non comunque sul marciapiede.
Queste semplici regole vengono in tutte le ore ignorate, e vedo ogni giorno auto in sosta selvaggia (vedi foto) con la polizia municipale che ignora il tutto o addirittura certe volte che parcheggia in divieto anche lei!!!
Ormai quasi rassegnato dall'incivilta' dei mie compaesani ogni tanto cerco di far capire ai trasgressori che sul marciapiede non bisogna parcheggiare , e parecchie volte sono stato offeso e minacciato da persone maleducate e incivili.
Adesso io mi chiedo: esiste una paese dove questo non succede?? Probabilmente no, ma sicuramente c'e un paese nel mondo in cui questo se succede , e' una cosa non di consuetudine, e quindi la trasgressione non e' una cosa che si fa sempre!
Allora io mi chiedo: la normalità e' parcheggiare dove si potrebbe, oppure , e' normale parcheggiare in divieto di sosta minacciando chi fa' osservare che quella cosa non si puo' fare???
Ormai stiamo andando in una direzione in cui le regole che stanno alla base di una societa' civile, non hanno piu' valore, se oggi ci parcheggiano dove non si puo' e noi accettiamo che sia la norma , domani ci potranno prendere a schiaffi , e diremo che oggi la vita' va cosi', e cosi' via!
Spero che le mie siano solo esagerazioni di un folle!

Concludo con un monologo tratto dal film "Quinto Potere" di Sidney Lumet ,ah si e' del 1976.



Non serve dirvi che le cose vanno male, tutti quanti sanno che vanno male. Abbiamo una crisi. Molti non hanno un lavoro, e chi ce l'ha vive con la paura di perderlo. Il potere d'acquisto del dollaro è zero. Le banche stanno fallendo, i negozianti hanno il fucile nascosto sotto il banco, i teppisti scorrazzano per le strade e non c'è nessuno che sappia cosa fare e non se ne vede la fine. Sappiamo che l'aria ormai è irrespirabile e che il nostro cibo è immangiabile. Stiamo seduti a guardare la TV mentre il nostro telecronista locale ci dice che oggi ci sono stati 15 omicidi e 63 reati di violenza come se tutto questo fosse normale, sappiamo che le cose vanno male, più che male. È la follia, è come se tutto dovunque fosse impazzito così che noi non usciamo più. Ce ne stiamo in casa e lentamente il mondo in cui viviamo diventa più piccolo e diciamo soltanto: "Almeno lasciateci tranquilli nei nostri salotti per piacere! Lasciatemi il mio tostapane, la mia TV, la mia vecchia bicicletta e io non dirò niente ma... ma lasciatemi tranquillo!" Beh, io non vi lascerò tranquilli. Io voglio che voi vi incazziate. Non voglio che protestiate, non voglio che vi ribelliate, non voglio che scriviate al vostro senatore, perché non saprei cosa dirvi di scrivere: io non so cosa fare per combattere la crisi e l'inflazione e i russi e la violenza per le strade. Io so soltanto che prima dovete incazzarvi. Dovete dire: "Sono un essere umano, porca puttana! La mia vita ha un valore!" Quindi io voglio che ora voi vi alziate. Voglio che tutti voi vi alziate dalle vostre sedie. Voglio che vi alziate proprio adesso, che andiate alla finestra e l'apriate e vi affacciate tutti ed urliate: "Sono incazzato nero e tutto questo non lo accetterò più!"[1]. Voglio che vi alziate in questo istante. Alzatevi, andate alla finestra, apritela, mettete fuori la testa e urlate: "Sono incazzato nero e tutto questo non lo accetterò più!" Le cose devono cambiare, ma prima vi dovete incazzare. Dovete dire: "Sono incazzato nero e tutto questo non lo accetterò più!" Allora penseremo a cosa fare per combattere la crisi, l'inflazione e la crisi energetica, ma Cristo alzatevi dalle vostre sedie, andate alla finestra, mettete fuori la testa e ditelo, gridatelo: "Sono incazzato nero e tutto questo non lo accetterò più!"

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Carissimo Ringhio, tu hai perfettamente ragione. Io, però, non credo sia questione di inciviltà, ma si tratti di qualcosa di peggio: è prepotenza, volontà di sopraffazione e rifiuto di vedere il concittadino come parte del proprio mondo. Io, ma in questo sono stato trionfalmente radicale e non credo sia la strada giusta da seguire, sulla Peucetia e sulla Magna Apulia ho tirato una grossa riga blu, così, tanto per eliminarla dalla mia geografia personale. Fosse così facile...

Antonio P ha detto...

Rino, hai perfettamente ragione. Qui c'e' da incazzarsi contro un sitema culturale, prima che politico che e' malato, drogato e crea rincoglionimento collettivo. Gli italiani si stanno rincoglionendo.
L'egoismo dilaga e uno dei corresponsabili, anzi forse il principale, a causa della sua posizione, e' la chiesa. Che, come e' adesso, o si da una regolata o e' destintta alla decadenza.

Spinoza ha detto...

Gennaro, ti assicuro che tutto il mondo è paese. Qui nella civilissima Germania il parcheggio sul marciapiede è selvaggio e ubiquo. Le multe vengono anche fatte, ma sono irrisorie: 15 euro contro le 40 italiane.